Otto per mille, il 55% degli italiani non sceglie a chi darlo

destinazione-8-per-mille-come-indicarlo-nel-730_c4fdb78e063ca3c9f1454d6344c61ec2-fb96bAstensionismo anche in beneficenza: nonostante non costi assolutamente nulla ai contribuenti, la scelta di destinare l’8 per mille alle confessioni religiose continua a non interessare la maggioranza degli italiani. Sui redditi 2012 (ultimo anno a subire la ripartizione in base alla dichiarazioni 2013) solo il 45,44% ha

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scelto, mentre il 54,14 non ha espresso alcuna opzione (destinandoli così a tutti, in base alle proporzioni delle scelte effettuate). Si tratta di una tendenza, del resto, piuttosto stabile: nel 2010 (dichiarazioni 2011) a scegliere la destinazione “confessionale” era il 45,72 per cento, nel 2011 il 45,81 per cento. A fare la parte del leone è come sempre la Chiesa Cattolica con L’80% delle scelte, effettuata da ben 15,2 milioni di persone e con un importo di un miliardo e 19 milioni di euro (tra anticipo e conguaglio) per il Vaticano. Ma non è che l’”astensionismo” esprima un’intenzione di laicità: era infatti possibile optare per lo Stato, che invece ha incassato solo 187 milioni di euro (14,8%). Comunque è al secondo posto nella classifica. Seguono i Valdesi con piu’ di 37 milioni di euro (2,97%) e l’Unione delle comunita’ ebraiche con 4,7 milioni (0,38%).

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