Calo record di tasse ambientali

A fronte dei 43,9 miliardi di tasse ambientali pagate dagli italiani nel 2011, l’Italia è, in tutta l’Unione europea, il paese con la maggiore contrazione registrata tra il 1995 e il 2010 dell’incidenza delle tasse ambientali sul Pil e, assieme a Grecia e Portogallo, dell’incidenza sulle entrate tributarie.

Lo attesta il rapporto ‘Ambiente Italia 2013’ presentato oggi a Roma – come informa una nota – dal presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, e dal vicepresidente, Edoardo Zanchini. Nello specifico dei 43,9 miliardi di euro di tributi ambientali pagati in Italia nel 2011 il 75% (33 miliardi di euro) è stato composto da tasse energetiche, e in particolare dalle accise petrolifere, il 23,5% da tasse automobilistiche (10,3 miliardi di euro) e il resto (meno di 500 milioni di euro) da tributi di discarica e altre imposte. Le tasse ambientali sono oggi significativamente inferiori rispetto agli inizi degli anni 2000 (nel 2001 erano il 3% del Pil e il 10,5% del totale delle entrate).

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