Operativo il bonus 1.000€

Operativo il bonus 1.000€A circa tre mesi dalla previsione del decreto Rilancio, il decreto agosto ha fissato le regole per erogare ai professionisti degli ordini il bonus maggio di 1.000 euro. Il mese e mezzo nel frattempo intercorso e l’adozione di norme di rango legislativo che mutano la fonte di disciplina del bonus (da decreto interministeriale a decreto legge) sono dovuti al fatto che l’enorme richiesta pervenuta dai professionisti in crisi ha esaurito i fondi originariamente stanziati e si è reso necessario attendere lo scostamento di bilancio che ha permesso l’adozione del D.L. n. 104/2020, entrato in vigore a Ferragosto.
L’art. 78 del decreto Rilancio (D.L. 34/2020, convertito dalla legge 77/2020), ha rifinanziato il Fondo per il reddito di ultima istanza e finalizzato all’erogazione ai professionisti degli ordini- per il tramite delle loro Casse di previdenza – di un bonus analogo a quello erogato alle altre categorie di lavoratori autonomi. Il rifinanziamento era finalizzato, dopo la prima erogazione di marzo, al riconoscimento agli interessati di due ulteriori tranche del bonus (per i mesi di aprile e maggio).
Quanto ai requisiti di fruizione, il decreto Rilancio ha disposto che, alla data della domanda, i richiedenti non devono essere:
a) lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
b) titolari di pensione (con l’eccezione dei percettori dell’assegno ordinario di invalidità)
Il bonus – oltre a non essere cumulabile con tutti gli altri erogati dall’INPS in dipendenza dell’emergenza Covid, con il reddito di cittadinanza e con il reddito di emergenza (REM) – è altresì incompatibile con i trattamenti di disoccupazione NASpI e DIS-COLL, oltre che con la percezione del contributo a fondo perduto istituito dal decreto Rilancio a favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA.
Il bonus è erogato in conseguenza della cessazione o riduzione dell’attività professionale. Al riguardo, il decreto interministeriale in commento precisa che:
1) per “cessazione dell’attività” va intesa l’avvenuta chiusura della partita IVA tra il 23 febbraio ed il 30 aprile 2020;
2) per “riduzione o sospensione dell’attività” va intesa la riduzione di almeno il 33% del reddito nel primo trimestre 2020, rispetto all’analogo periodo del 2019

Siti di riferimento: ipsoa

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